sabato 12 aprile 2014

Palermo; come ritrovarsi tra piaceri, dispiaceri, stupore e rabbia.

Palermo ti immerge in un percorso emozionale. Un po' come essere buttati nel mezzo di una fitta foresta; ma prima di ritrovare un'ipotetica via d'uscita, bisogna ritrovare noi stessi, cercare di equilibrare le nostre emozioni.

A Palermo ci si esercita giornalmente ad equilibrare le emozioni, attorno a quel filo sottile che a Palermo divide la vergogna e il compiacersi di vivere qui. Ma la cosa più affascinante è che non si riesce facilmente ad uscirne da questa situazione. Spesso ci si prova con un aereo, ma il risultato non è assicurato.

Ci si può provare con tutte le forze che si possiedono ad amarla, ma spesso è molto più facile odiarla, ci fa sentire al di fuori da quello che critichiamo di questa città, perché noi a volte non vorremmo essere Palermitani, proprio quelli del " Palermo è bella, sono i Palermitani che fanno schifo " . Eppure lo siamo, ci siamo dentro; quello è un altro dei tentativi con cui tentiamo di distaccarci da qualcosa di inspiegabile, cioè il rapporto con la città.

Quando mi capita di accompagnare qualcuno per le vie della città ci tengo a dire che in pochi luoghi si può trovare questa esasperata presenza di contraddizioni, che non ci permettono di esprimere giudizi chiari su cosa vediamo intorno a noi. La si può amare, forse, ma per amarla devi aver provato ad odiarla prima, ma proprio tanto. Bisogna capire che amore e odio a volte sono davvero due facce della stessa medaglia.

Palermo non si presenta bene ai visitatori, non è una città accogliente, ma disorienta, perché per farsi amare devi fare tu il primo passo. Dopo quello, sopraggiungono anche stupore e molti piaceri nel farsi incantare da questa città, ma rimane la rabbia, rimane il dispiacere. Perché è proprio quando ti accorgi del suo carattere più celato, quello bello, che ti chiedi perché ci sei stato così tanto a scoprirlo, e soprattutto perché nessuno te ne aveva mai parlato prima.

Ma forse è anche meglio così, Palermo non possiede una bellezza scontata, devi ricercarla negli aspetti più nascosti agli occhi comuni, e quando si inizia, non si finisce mai di essere stupiti di quanto riusciamo maledettamente a nascondere i suoi aspetti più nascosti; perché si, le bellezze sono lì, sotto casa nostra, ma noi non abbiamo spesso gli occhi giusti per osservarle.

Un oscillare continuo tra diverse emozioni contrastanti che ci fanno perdere la speranza che questa città possa essere compresa e spiegata razionalmente. Non si può, al massimo possiamo abbandonarci a lei come dei figli in attesa di un'adozione dalla cui non sappiamo cosa ci aspetta.

Davide

 
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Sometimes I feel like I don't have a partner, sometimes I feel like my only friend is the city I live in, the city of angels, lonely as I am, together we cry "
(Under the Bridge - Red Hot Chili Peppers)

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